News: Cisco, la cybersecurity deve muoversi alla velocità dell’IA Il nuovo Relentless Defense Report di Cisco fotografa uno scenario sempre più complesso: il 91% delle organizzazioni, sia a livello globale sia in Italia, ha subito almeno un incidente informatico con impatto concreto sul business negli ultimi 12 mesi, mentre più di un caso su tre ha coinvolto attacchi potenziati dall’intelligenza artificiale.

Cisco’s new Relentless Defense Report shows that cyber threats are becoming faster and increasingly influenced by AI. The study highlights that organizations need stronger coordination, faster decision-making and better visibility to respond effectively.

Il report valuta le aziende attraverso tre criteri principali: Copertura, cioè quanto riescono a proteggere il proprio ambiente; Velocità, ossia quanto rapidamente individuano e risolvono una minaccia; e Attrito, ovvero gli ostacoli organizzativi che rallentano la risposta.

Le organizzazioni vengono quindi suddivise in quattro gruppi: Relentless Defenders, Established Defenders, Reactive Defenders ed Exposed Defenders. Solo l’8% delle aziende a livello globale e il 6% in Italia rientra nella categoria dei Relentless Defenders, quella con maggiore copertura, rapidità e coordinamento interno.

Uno dei problemi principali riguarda proprio la collaborazione tra i team: solo il 41% delle organizzazioni dichiara che sicurezza, networking e IT lavorano realmente come un’unica squadra condividendo strumenti e visibilità. Il 40% a livello globale e il 38% in Italia afferma inoltre di dedicare più tempo a raccogliere e collegare dati provenienti da sistemi diversi che ad affrontare direttamente le minacce.

L’IA può però diventare anche uno strumento di difesa. Più di otto operatori su dieci a livello globale dichiarano di aver ottenuto un miglioramento del 25% nella capacità di individuare e rispondere alle minacce grazie all’intelligenza artificiale, mentre in Italia oltre la metà degli intervistati segnala una riduzione significativa del carico operativo.

L’adozione resta comunque limitata: meno del 50% delle organizzazioni a livello globale e appena il 28% in Italia utilizza già in maniera estesa soluzioni di cybersecurity basate sull’IA. A frenare gli investimenti sono soprattutto i timori relativi all’esposizione dei dati, alla compromissione dei sistemi e alla gestione delle informazioni da parte di fornitori esterni.

Le Relentless Defenders mostrano invece un approccio molto più coordinato: l’83% lavora come un unico team di sicurezza, l’86% applica controlli coerenti agli agenti IA e alle identità non umane e il 77% si considera molto sicuro della propria capacità di individuare e gestire un eventuale agente IA compromesso.

Secondo Cisco, quindi, prepararsi all’era dell’IA non significa soltanto acquistare nuove tecnologie, ma rendere più veloci decisioni, processi e collaborazione tra persone, infrastrutture e strumenti di sicurezza.

Secondo voi oggi il vero punto debole della cybersecurity aziendale è ancora la tecnologia oppure sono soprattutto processi lenti e team che comunicano poco tra loro?