Poly Fighter mescola il combattimento arcade 1 contro 1 con una progressione roguelike costruita intorno a un'idea interessante: ogni avversario sconfitto può diventare una nuova fonte di tecniche con cui modificare il proprio combattente. Niente classifiche online e nessuna corsa al ranking, ma un'esperienza completamente single player nella quale sperimentazione, costruzione del moveset e crescita durante le run diventano il vero cuore del gioco.

Poly Fighter parte dalle fondamenta classiche dei picchiaduro per costruire qualcosa di molto diverso dal solito fighting game competitivo. Il giocatore entra sul ring, affronta una successione di combattenti e trasforma ogni vittoria in un'occasione per modificare il proprio stile. Le tecniche conquistate possono essere aggiunte alla lista mosse, sostituite o combinate alla ricerca di sinergie sempre più efficaci. Questo permette di orientare progressivamente il personaggio verso approcci differenti, passando da uno stile aggressivo e ravvicinato a configurazioni basate sulle prese oppure sul controllo della distanza. La struttura punta esclusivamente sul single player e rinuncia consapevolmente alla pressione del multiplayer competitivo, preferendo una progressione nella quale ogni nuova run serve a imparare, sperimentare e costruire qualcosa di diverso. Il progetto nasce inoltre come titolo in Accesso Anticipato, con HeartLoop Games intenzionata ad ampliare ulteriormente personaggi, tecniche, boss e contenuti verso la versione 1.0.

Combattimento tra Hamza e Zverov.
Combattimento tra Hamza e Zverov.

Storia

La componente narrativa rimane volutamente essenziale. L'obiettivo è avanzare attraverso le leghe, affrontare avversari progressivamente più difficili e conquistare il titolo di campione della Brass Knuckle League. Non viene costruita una campagna tradizionale fatta di lunghe sequenze narrative, dialoghi o personaggi sviluppati attraverso una storia complessa: il vero racconto nasce dalla crescita del combattente. Ogni run rappresenta quindi una nuova scalata nella quale le mosse ottenute, i personaggi incontrati e le decisioni prese definiscono il percorso. La scelta appare coerente con la natura del progetto, perché evita di rallentare il ritmo e mantiene costantemente l'attenzione sul combattimento e sulla progressione.

Un incontro ravvicinato in Poly Fighter.
Un incontro ravvicinato in Poly Fighter.
La schermata per apprendere nuove tecniche.
La schermata per apprendere nuove tecniche.

Gameplay

Il sistema di combattimento rappresenta il punto più caratteristico di Poly Fighter. Gli scontri sono duelli 1 contro 1, ma la vittoria non serve semplicemente a passare all'avversario successivo. Dopo ogni combattimento diventa possibile ottenere nuove mosse, inserirle nella propria configurazione e sostituire tecniche che non si adattano più alla build costruita. È questa meccanica a trasformare la struttura classica di un picchiaduro in qualcosa di più vicino a un roguelike: il moveset non rimane immutabile dall'inizio alla fine, ma evolve durante la stessa run.

Particolarmente importante è il sistema di controllo. Poly Fighter propone Simple Inputs e Motion Inputs. La prima soluzione rende più immediata l'esecuzione di special e Super attraverso combinazioni semplificate di direzione e pulsante, mentre la seconda mantiene comandi più vicini alla tradizione dei fighting game. Il giocatore può quindi scegliere l'approccio più adatto alla propria esperienza senza essere costretto a rinunciare alla profondità del sistema.

Prima di iniziare una run entra in gioco anche il sistema dei Groove, che modifica difficoltà e caratteristiche generali della partita. Cozy propone un'esperienza più permissiva, Classic mantiene il bilanciamento standard, mentre Fierce aumenta sensibilmente la pressione ed è indirizzato a chi vuole combattimenti più impegnativi. Proseguendo vengono inoltre sbloccati modificatori aggiuntivi presentati attraverso un sistema di scelta a draft: alcuni concedono vantaggi, altri aumentano il rischio, permettendo di modellare ulteriormente la partita.

La build descritta nella documentazione include 16 personaggi giocabili. I combattenti vengono incontrati durante le run e possono essere successivamente aggiunti al roster soddisfacendo specifiche condizioni di sblocco. La differenza non è soltanto estetica, perché ogni personaggio possiede un perk esclusivo capace di modificare in maniera concreta il gameplay. Cambiare personaggio significa quindi modificare anche il modo con cui viene costruita la run, aumentando ulteriormente le combinazioni possibili tra perk e mosse acquisite.

La struttura generale è suddivisa in tre Atti. Ogni Atto propone una sequenza di incontri e decisioni di progressione che culmina in uno scontro con un boss; per completare una run devono essere eliminati tutti e tre. Il sistema dei Continue evita inoltre che un singolo errore distrugga immediatamente tutto il percorso: ogni run parte con tre Continue, perderne un round ne consuma uno e sconfiggere il boss di un Atto permette di recuperarne uno. Il risultato è un compromesso interessante tra la tensione del roguelike e la necessità, tipica dei picchiaduro, di avere tempo sufficiente per comprendere l'avversario.

Attacco speciale e potenziamenti durante uno scontro.
Attacco speciale e potenziamenti durante uno scontro.
Una combo in un'arena al tramonto.
Una combo in un'arena al tramonto.
Due possibilità di cura nella progressione.
Due possibilità di cura nella progressione.
Duello contro Pineapple con attacchi a distanza.
Duello contro Pineapple con attacchi a distanza.

Aspetto Tecnico

Poly Fighter sceglie una direzione artistica low-poly volutamente legata all'estetica dei picchiaduro degli anni Novanta. I personaggi utilizzano modelli poligonali molto marcati, gli scenari puntano su colori forti e l'intera presentazione richiama l'epoca dei primi fighting game tridimensionali, reinterpretandola però con animazioni più moderne e una leggibilità superiore. Gli stessi sviluppatori descrivono il comparto visivo come un incontro tra fascino retrò e sensibilità contemporanea, con animazioni rapide, controlli reattivi e una colonna sonora costruita per accompagnare il ritmo degli scontri.

Nel PC della prova, con Ryzen 5 240, GeForce RTX 5050 Laptop da 8 GB e 16 GB di DDR5, il margine hardware rispetto ai requisiti del gioco è molto elevato. Poly Fighter richiede come base una GTX 2060 o Radeon RX 5700, 8 GB di RAM e un processore Intel Core i5 di dodicesima generazione o equivalente AMD. In Full HD la configurazione consente quindi di puntare senza particolari compromessi al preset massimo e a una fluidità molto solida. I 60 fps stabili rappresentano il riferimento più facilmente raggiungibile e documentato per il titolo: altre prove PC riportano infatti un frame rate bloccato e costante a 60 fotogrammi al secondo, mentre persino Steam Deck riesce a mantenere i 60 fps alla risoluzione nativa e con impostazioni massime.

Il pannello Full HD a 144 Hz lascia inoltre spazio a frequenze superiori. Poly Fighter permette di selezionare limiti di frame rate da 30, 60, 120, 144 e 240 fps, oltre a un'opzione senza limite. La RTX 5050 Laptop dispone sulla carta di un margine molto superiore rispetto alla GPU minima richiesta, quindi il Full HD rappresenta uno scenario particolarmente favorevole. Il riferimento più prudente resta comunque quello dei 60 fps perfettamente stabili, mentre per valutare con precisione la capacità di mantenere costantemente 120 o 144 fps nelle situazioni più impegnative servirebbero misurazioni specifiche della build definitiva.

Dal punto di vista della leggibilità, lo stile grafico aiuta parecchio. Gli effetti non cercano il fotorealismo e i modelli relativamente semplici permettono di seguire con facilità i movimenti dei personaggi. In un picchiaduro nel quale schivate, prese e finestre di attacco devono essere interpretate velocemente, questa chiarezza visiva diventa più importante della quantità di dettagli presenti sullo schermo.

Il confronto tra due combattenti in un dojo.
Il confronto tra due combattenti in un dojo.
Le diramazioni dei percorsi roguelike.
Le diramazioni dei percorsi roguelike.

Esperienza Complessiva

Poly Fighter trova la propria forza soprattutto nella capacità di trasformare la ripetizione tipica di un roguelike in sperimentazione. Perdere una run non significa soltanto dover ricominciare: significa avere acquisito maggiore familiarità con le tecniche, conoscere meglio i personaggi e poter affrontare il percorso successivo con idee differenti. L'apprendimento delle mosse dagli avversari rende inoltre la crescita molto più tangibile rispetto a un semplice aumento numerico delle statistiche.

La presenza dei Simple Inputs rende il gioco accessibile anche a chi normalmente evita i fighting game per la complessità dei comandi, mentre i Motion Inputs mantengono una soluzione più tradizionale per chi possiede già esperienza nel genere. Anche i Groove contribuiscono a rendere l'esperienza adattabile, perché permettono di scegliere se privilegiare un percorso più rilassato oppure aumentare immediatamente la difficoltà.

L'assenza del multiplayer online rimane inevitabilmente uno degli elementi più divisivi. Per una parte del pubblico un picchiaduro vive soprattutto nel confronto contro altri giocatori, nel matchmaking e nella crescita competitiva. Poly Fighter percorre consapevolmente la direzione opposta, concentrandosi sulla sfida contro la CPU e sulla costruzione delle build. Proprio per questo può risultare più interessante per chi ama il genere ma non vuole dedicarsi alle classifiche o affrontare avversari umani continuamente.

La longevità dipenderà soprattutto dalla varietà che il progetto riuscirà a mantenere dopo numerose run. Sedici personaggi, perk specifici, un ampio numero di tecniche e la possibilità di creare combinazioni molto differenti costituiscono una buona base, ma la struttura rimane comunque costruita attorno alla ripetizione di duelli. Gli sviluppatori prevedono però di ampliare ulteriormente personaggi, tecniche, boss e bonus stage durante l'Accesso Anticipato, lasciando spazio a una crescita importante del contenuto.

Potenziamenti ed effetti speciali durante il combattimento.
Potenziamenti ed effetti speciali durante il combattimento.

Conclusioni

Poly Fighter riesce a trovare una propria identità combinando in maniera convincente il combattimento arcade 1 contro 1 con la progressione di un roguelike. Il sistema che permette di imparare le mosse degli avversari e inserirle progressivamente nel proprio moveset rappresenta il cuore della produzione e offre un motivo concreto per sperimentare a ogni nuova run. Simple Inputs e Motion Inputs riescono a mettere sullo stesso piano principianti e appassionati, mentre Groove, perk dei personaggi e struttura in tre Atti aumentano ulteriormente le possibilità di personalizzazione. Anche tecnicamente il progetto si presenta leggero e ben adatto a una configurazione moderna: in Full HD, con Ryzen 5 240, RTX 5050 Laptop e 16 GB di DDR5, il margine rispetto ai requisiti è considerevole e i 60 fps stabili costituiscono un riferimento particolarmente solido, lasciando inoltre la possibilità di sfruttare limiti di frame rate superiori sui display ad alto refresh. L'assenza del multiplayer online può essere un limite importante per chi vive i picchiaduro principalmente attraverso la competizione, ma per chi cerca un fighting game costruito fin dall'inizio intorno al single player, Poly Fighter propone una formula fresca, accessibile e con un interessante potenziale di crescita.

L'idea di costruire un combattente imparando le mosse degli avversari può rendere Poly Fighter una valida alternativa ai picchiaduro tradizionali, oppure senza multiplayer online manca comunque una parte fondamentale del genere?

VOTO FINALE8/10

Un picchiaduro roguelike personale, accessibile e profondo, costruito attorno al single player.

Pro

  • Originale fusione tra picchiaduro e roguelike
  • Sistema di acquisizione delle mosse dagli avversari
  • Grande libertà nella costruzione del moveset
  • Simple Inputs adatti anche ai principianti
  • Motion Inputs per gli appassionati del genere
  • Groove capaci di modificare difficoltà e struttura delle run
  • 16 combattenti presenti nella build con perk differenti
  • Struttura in tre Atti con boss dedicati
  • Prestazioni PC leggere e molto solide in Full HD

Contro

  • Assenza del multiplayer online
  • Struttura potenzialmente ripetitiva sul lungo periodo
  • Contenuti ancora destinati ad ampliarsi durante l'Accesso Anticipato
  • I frame rate superiori ai 60 fps richiedono ulteriori verifiche nelle situazioni più impegnative
VIDEO UFFICIALE • OSPITATO SU STEAM

Trailer ufficiale di Poly Fighter

Il trailer ufficiale dell'Accesso Anticipato è riprodotto direttamente dai server di Steam, senza occupare spazio di archiviazione su ZazoomTek.

Se la riproduzione integrata è bloccata dal browser o da Steam, apri il trailer direttamente sulla piattaforma. Fonte: HeartLoop Games / Steam. Guarda il trailer anche su Steam ↗

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