GTA VI, nuove testimonianze nel caso dei dipendenti licenziati da Rockstar Games
Nuovi dettagli emergono dal tribunale del lavoro di Glasgow sul licenziamento di 34 dipendenti Rockstar nell'ottobre 2025. Al centro dell'udienza ci sono un server Discord utilizzato per l'organizzazione sindacale, le informazioni arrivate alle risorse umane e la tempistica dei provvedimenti.
Il caso dei 34 licenziamenti
La controversia tra Rockstar Games ed ex dipendenti è tornata davanti al tribunale del lavoro di Glasgow. Nell'ottobre 2025 lo studio aveva licenziato 34 persone, sostenendo che fossero coinvolte in gravi violazioni delle regole aziendali, compresa la diffusione di informazioni riservate. I lavoratori contestano questa motivazione: secondo la loro ricostruzione, i provvedimenti avrebbero colpito chi partecipava a un'iniziativa di organizzazione sindacale legata all'Independent Workers' Union of Great Britain, nota come IWGB.
La causa non riguarda direttamente la qualità o i contenuti di Grand Theft Auto VI. Il collegamento con il gioco nasce dal fatto che gli sviluppatori coinvolti lavoravano per Rockstar in una fase particolarmente delicata della produzione, quando ogni notizia sul progetto attirava una forte attenzione pubblica.
Il server Discord e il dipendente indicato come AB
Durante le udienze è stato discusso il ruolo di un dipendente identificato con la sigla AB. Secondo le dichiarazioni presentate dai ricorrenti, questa persona avrebbe trasmesso per un lungo periodo informazioni e schermate tratte da un server Discord usato dai lavoratori. Gli avvocati degli ex dipendenti sostengono che il materiale consentisse alla dirigenza di seguire le attività sindacali e di conoscere l'avanzamento delle adesioni.
Il responsabile delle risorse umane Charlie Kinloch, interrogato sul punto, ha respinto l'interpretazione secondo cui l'azienda intendesse contrastare il sindacato. Ha sostenuto che la sua preoccupazione riguardava il rischio di fughe di notizie. Secondo il resoconto dell'udienza, Kinloch ha ammesso di aver avuto accesso al server e di averne conservato schermate, poi cancellate dal proprio dispositivo. Ha negato che la cancellazione fosse finalizzata a distruggere prove.
Perché i tempi dei licenziamenti sono contestati
Uno dei passaggi più delicati riguarda la cronologia. Gli avvocati dei lavoratori hanno chiesto perché messaggi già conosciuti nei mesi precedenti siano diventati motivo di un intervento disciplinare soltanto nell'ottobre 2025. Nella versione dei ricorrenti, il momento scelto sarebbe collegato al raggiungimento della soglia di adesioni necessaria per avviare il riconoscimento sindacale nel Regno Unito.
Kinloch ha fornito una spiegazione differente: in quel periodo Rockstar si trovava, secondo la sua testimonianza, vicino a un annuncio commercialmente sensibile e il rischio che discussioni interne arrivassero all'esterno appariva più grave. La difesa dell'azienda sostiene inoltre che la presenza di numerose persone nel server rendesse difficile controllare la circolazione delle informazioni.
La questione delle prove e della riservatezza
Nel confronto processuale è emersa anche la gestione delle schermate raccolte. Kinloch ha spiegato di averle eliminate dal telefono per ragioni di sicurezza, ritenendo che il materiale fosse comunque accessibile attraverso il server. La controparte ha contestato questa scelta e ha sollevato interrogativi sulla correttezza delle procedure adottate dall'azienda.
È un aspetto che potrebbe pesare nella valutazione delle prove, ma non consente di anticipare il verdetto. Da una parte i dipendenti rivendicano il diritto di discutere collettivamente delle condizioni di lavoro; dall'altra Rockstar insiste sulla necessità di proteggere dati interni e informazioni su un progetto non ancora pubblicato. Il tribunale dovrà stabilire quali comportamenti siano stati effettivamente contestati e se i licenziamenti fossero giustificati.
Il rapporto con GTA VI e i prossimi sviluppi
La vicinanza temporale fra i licenziamenti e un annuncio sul calendario di GTA VI è stata richiamata nel dibattimento, ma non dimostra che le due vicende siano collegate sul piano causale. Non ci sono elementi sufficienti per attribuire eventuali modifiche alla pubblicazione del gioco all'attività sindacale o ai provvedimenti disciplinari.
Il procedimento resta importante anche oltre Rockstar: mette a confronto la tutela della riservatezza nei grandi studi di sviluppo e i diritti dei dipendenti che cercano una rappresentanza collettiva. Le testimonianze e i documenti discussi in aula dovranno essere valutati prima di poter trarre conclusioni sulle responsabilità.
Conclusioni
La nuova udienza aggiunge dettagli concreti al caso Rockstar, soprattutto sul flusso di informazioni dal server Discord alle risorse umane e sulle ragioni addotte per intervenire nell'ottobre 2025. Le accuse di attività antisindacale restano contestate e non vanno presentate come fatti accertati. La decisione del tribunale sarà determinante per chiarire una vicenda che coinvolge lavoratori, dirigenti e una delle produzioni più seguite dell'industria videoludica.
