Attacco a Revolut: perché la fiducia digitale è diventata un bersaglio
Trust must be verified, not assumed.
Dopo l’attacco informatico che ha coinvolto Revolut, Check Point richiama l’attenzione su una minaccia sempre più diffusa: gli attacchi che sfruttano rapporti di fiducia, account compromessi e comunicazioni apparentemente legittime. 🔐
Quando una richiesta arriva da un partner, un fornitore o un contatto conosciuto, riconoscere il pericolo diventa più difficile. Per questo le misure di sicurezza tradizionali, da sole, potrebbero non bastare: la verifica delle terze parti e dei canali utilizzati è ormai centrale.
Per le realtà finanziarie il tema riguarda anche il rispetto delle regole europee. Il regolamento DORA mette l’accento sulla resilienza operativa digitale e sulla gestione dei rischi legati ai fornitori, mentre un’eventuale esposizione di dati personali può far scattare obblighi collegati al GDPR.
Secondo Pierluigi Torriani, Security Engineering Manager di Check Point, serve un approccio preventivo: analisi contestuale, valutazione automatizzata dei rischi e soluzioni basate sull’AI per intercettare richieste sospette prima che informazioni sensibili vengano condivise. 🤖
La lezione è semplice: nel mondo digitale anche un messaggio che sembra affidabile va verificato, soprattutto quando chiede dati, codici o azioni urgenti.
Vi è mai capitato di ricevere una richiesta sospetta da un contatto apparentemente fidato? Ditecelo nei commenti.
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