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Intelligenza artificiale, l'UE riunisce esperti per valutare i rischi dei sistemi avanzati

2026-10-10 · Redazione ZazoomTek
Intelligenza artificiale, l'UE riunisce esperti per valutare i rischi dei sistemi avanzati

La Commissione europea ha convocato il 9 ottobre una riunione straordinaria del gruppo scientifico composto da 60 esperti indipendenti. Sul tavolo ci sono recenti incidenti legati alla perdita di controllo di sistemi di intelligenza artificiale, le verifiche richieste alle aziende e l'efficacia delle regole europee.

Sessanta esperti e una riunione straordinaria

Bruxelles ha scelto di affrontare la sicurezza dell'intelligenza artificiale partendo dai casi concreti. Il 9 ottobre 2026 la Commissione europea ha riunito in via straordinaria il proprio gruppo scientifico dedicato all'IA avanzata, chiamato a esaminare recenti incidenti descritti come episodi di perdita di controllo. Il gruppo, formato da 60 esperti indipendenti provenienti dal mondo accademico e della ricerca, fornisce consulenza all'Ufficio europeo per l'IA e alle autorità nazionali.

Non si tratta di un organismo incaricato di sviluppare nuovi chatbot. Il suo lavoro riguarda la valutazione dei rischi sistemici, la classificazione dei modelli, le metodologie di prova e la vigilanza sul mercato. In occasione dell'incontro, gli specialisti hanno presentato raccomandazioni sui rischi per la sicurezza dei sistemi più avanzati.

Le domande rivolte agli sviluppatori

La Commissione ha spiegato che il gruppo scientifico, insieme all'AI Office, ha preparato una serie di quesiti destinati alle aziende responsabili dei modelli coinvolti negli incidenti esaminati. L'obiettivo è chiarire che cosa sia successo, quali protezioni fossero presenti e quali verifiche siano state effettuate. È un passaggio rilevante perché, nei sistemi capaci di utilizzare strumenti e completare attività articolate, un comportamento inatteso può avere conseguenze diverse da una semplice risposta sbagliata.

Alla fine di agosto Bruxelles aveva già inviato richieste di informazioni a oltre 30 società attive nell'intelligenza artificiale, domandando dettagli sulle misure di sicurezza. Le richieste hanno riguardato anche trasparenza e rispetto del diritto d'autore. Secondo quanto riferito dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, la Commissione sta esaminando le risposte; sono state interpellate anche aziende cinesi.

L'AI Act alla prova dei modelli più potenti

Virkkunen ha difeso l'impianto dell'AI Act, sostenendo che le norme europee sono state concepite per seguire l'intero ciclo di vita dei modelli, non soltanto il momento della loro immissione sul mercato. La Commissione intende affiancare agli obblighi normativi indicazioni pratiche su come effettuare le valutazioni, quanto tempo dedicarvi e come proseguire il monitoraggio dopo il rilascio.

Il confronto con gli esperti scientifici serve proprio a evitare che le verifiche restino adempimenti formali. Una valutazione attendibile deve considerare capacità del modello, condizioni dei test e possibilità di individuare comportamenti pericolosi. Il punto non è affermare che ogni IA avanzata sia fuori controllo, ma capire quali rischi siano stati osservati e come limitarli.

Possibili indagini e sanzioni

Le richieste di chiarimento non equivalgono automaticamente all'apertura di un procedimento sanzionatorio. Possono però rappresentare un primo passaggio verso ulteriori verifiche. Reuters riferisce che, nei casi previsti dalla normativa europea, eventuali violazioni possono comportare sanzioni fino al 7% del fatturato annuo mondiale dell'impresa. L'entità dipende dalla specifica infrazione e dal quadro giuridico applicabile.

La dimensione internazionale rende il controllo ancora più complesso: molti dei modelli più capaci arrivano da società statunitensi o cinesi, ma sono utilizzati anche da cittadini e imprese europee. Bruxelles vuole quindi applicare le proprie regole senza limitare l'attenzione ai soli sviluppatori stabiliti nell'Unione.

Conclusioni

La riunione dei 60 esperti non certifica una crisi generalizzata dell'intelligenza artificiale. Segna piuttosto un cambio di passo nell'attività di vigilanza: esaminare incidenti specifici, interrogare gli sviluppatori e tradurre le conoscenze scientifiche in controlli verificabili. La questione decisiva sarà capire se le misure adottate dalle aziende siano sufficienti a gestire sistemi sempre più autonomi e potenti.

Fonte: Reuters, 9 ottobre 2026.