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EU KIDS ACT, anche i videogiochi online nella proposta europea per la tutela dei minori

2026-10-09 · Redazione ZazoomTek
EU KIDS ACT, anche i videogiochi online nella proposta europea per la tutela dei minori

La Commissione europea ha presentato a settembre una proposta che coinvolge, oltre ai social network, giochi online e altri servizi frequentati da bambini e adolescenti. Al centro ci sono sicurezza predefinita, verifica dell'età e responsabilità delle piattaforme.

Quando si parla di protezione dei minori su Internet, l'attenzione si concentra spesso sui social network. La proposta europea EU KIDS ACT, illustrata dalla Commissione il 17 settembre 2026, prende però in considerazione un ecosistema più ampio. Fra i servizi citati figurano anche i giochi online, nei quali chat, notifiche, sistemi di ricompensa e interazioni fra utenti possono incidere sull'esperienza di bambini e adolescenti.

Il primo elemento da chiarire riguarda lo stato dell'iniziativa. Si tratta di una proposta legislativa, non di un regolamento già definitivamente approvato e applicabile. Il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno esaminarne il contenuto e negoziare il testo finale. Presentare oggi i requisiti come obblighi già entrati in vigore sarebbe quindi inesatto.

La Commissione indica una serie di principi per rendere i servizi utilizzati dai minori più sicuri fin dalla loro configurazione iniziale. Fra le misure proposte ci sono protezioni della riservatezza degli account, strumenti semplici per bloccare contatti indesiderati e limiti a determinate funzioni progettate per trattenere a lungo l'attenzione. Non tutte queste indicazioni comportano automaticamente lo stesso intervento su ogni videogioco.

Per il mondo gaming il dibattito è particolarmente delicato. Un titolo online può riunire persone di età differenti, offrire comunicazioni vocali o testuali e proporre attività ricorrenti che incoraggiano il ritorno quotidiano. La protezione dei giocatori più giovani richiede quindi un equilibrio fra accessibilità, libertà di gioco e prevenzione di rischi concreti, senza trasformare in un problema ogni meccanica di progressione.

Un altro capitolo riguarda la verifica dell'età. La proposta prevede strumenti che dovrebbero accertare l'idoneità degli utenti limitando la raccolta di dati sensibili. È una sfida tecnica e normativa complessa: controlli troppo deboli potrebbero essere aggirati, mentre procedure invasive rischierebbero di introdurre nuovi problemi per la privacy delle famiglie.

L'iniziativa non equivale a un divieto generale dei videogiochi online per i minori. La Commissione distingue, ad esempio, le proprie proposte sull'accesso ai social media dalle tutele da applicare ai vari servizi digitali. Per editori, sviluppatori e piattaforme sarà fondamentale seguire il testo durante l'iter legislativo, perché soltanto allora si capirà quali obblighi operativi riguarderanno concretamente le diverse categorie di prodotti.

Crediti fotografici
Foto: Shixart1985 · Wikimedia Commons · CC BY 2.0 · immagine ritagliata ed elaborata graficamente da ZazoomTek.

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