La crescita dell’intelligenza artificiale sta aumentando quantità, sensibilità e velocità dei dati che attraversano reti aziendali, servizi cloud e applicazioni distribuite in più Paesi. Secondo un’analisi di Pierluigi Torriani, Security Engineering Manager di Check Point Software Technologies, per le imprese globali diventa quindi sempre più difficile separare il tema della connettività da quello della sicurezza: policy differenti, normative locali e infrastrutture regionali possono trasformare una rete internazionale in un mosaico complesso da gestire. Testo incollato

L’IA mette sotto pressione le reti globali

Assistenti generativi, applicazioni SaaS abilitate all’AI e flussi di lavoro machine-to-machine stanno aumentando il traffico tra utenti, cloud e ambienti regionali. Il problema non riguarda soltanto la capacità della rete: quando un’azienda opera in molti Paesi deve confrontarsi con leggi differenti sulla gestione dei dati, limitazioni al traffico transfrontaliero e prestazioni che possono cambiare sensibilmente da una regione all’altra. Senza visibilità centralizzata e policy coerenti, ogni differenza regionale può diventare un punto debole per sicurezza, prestazioni e protezione delle informazioni. Testo incollato

Più mercati significano più complessità

L’espansione internazionale porta spesso alla nascita di infrastrutture costruite progressivamente, con fornitori, strumenti e regole differenti per ogni area geografica. Per i team IT questo significa gestire più stack di rete e sicurezza, mentre per gli utenti le conseguenze possono tradursi in applicazioni lente, sincronizzazioni difficili e servizi collaborativi meno affidabili. L’intelligenza artificiale amplifica ulteriormente il problema perché i suoi servizi devono poter accedere rapidamente a dati e risorse distribuiti in ambienti diversi.

Cos’è il SASE unificato

Il Secure Access Service Edge, o SASE, nasce per riunire funzioni di rete e sicurezza all’interno di una piattaforma distribuita via cloud. In un’architettura unificata, accesso sicuro, prevenzione delle minacce, protezione dei dati e gestione delle prestazioni possono essere controllati attraverso un’unica struttura, evitando di costruire soluzioni completamente separate per ogni regione. Nell’era dell’AI questo approccio può rendere più semplice applicare le stesse regole a utenti, applicazioni e servizi intelligenti indipendentemente dal luogo dal quale vengono utilizzati. Testo incollato

La Cina come esempio delle difficoltà reali

L’analisi di Check Point utilizza la Cina come uno degli esempi più complessi di connettività internazionale. Le connessioni dalla Cina continentale verso servizi cloud ospitati all’estero possono incontrare congestione, maggiore latenza e perdita di pacchetti, influenzando applicazioni aziendali come Microsoft Teams, SharePoint e sistemi di sincronizzazione. Secondo Check Point, mentre in molte regioni i tempi di andata e ritorno verso i servizi cloud possono restare sotto i 100 millisecondi, in Cina possono superare ampiamente i 200 millisecondi. Testo incollato

Check Point punta sulla China Premium Connectivity

Per affrontare questo scenario, Check Point propone la propria soluzione China Premium Connectivity, integrata nell’architettura SASE dell’azienda. La sede di Shanghai è già operativa, mentre una nuova presenza a Shenzhen è prevista per il prossimo trimestre. L’obiettivo dichiarato è offrire collegamenti più prevedibili tra utenti presenti in Cina e applicazioni aziendali ospitate all’estero, comprese piattaforme come Microsoft 365, Salesforce, SAP e ServiceNow. Testo incollato

Il problema non riguarda soltanto la Cina

La Cina rappresenta soprattutto un banco di prova per un problema più ampio. Un’azienda europea o statunitense con stabilimenti e uffici distribuiti nel mondo deve garantire che ogni sede possa accedere in modo affidabile a ERP, CRM, strumenti collaborativi e servizi AI. Se una filiale non riesce a collegarsi correttamente a un’applicazione centrale, le conseguenze possono riflettersi direttamente su produzione, vendite, assistenza e operatività dell’intera organizzazione.

Sicurezza e prestazioni devono viaggiare insieme

Un’architettura globale non può concentrarsi esclusivamente sulla protezione dei dati trascurando le prestazioni, né privilegiare la velocità senza garantire controlli coerenti. L’obiettivo del SASE unificato è proprio ridurre questa separazione, applicando una policy comune e cercando di offrire un’esperienza simile indipendentemente dal Paese dal quale viene effettuato l’accesso.

L’intelligenza artificiale aumenta anche il rischio sui dati

Con l’adozione crescente di strumenti generativi, le aziende devono inoltre controllare quali informazioni vengono inviate ai servizi AI, quali piattaforme possono essere utilizzate e come viene ispezionato il traffico. Un’infrastruttura frammentata rende più difficile applicare queste regole in modo uniforme, mentre una piattaforma centralizzata può facilitare la protezione dei dati e l’applicazione delle policy aziendali.

Una sola architettura per connettività e sicurezza

Il punto centrale dell’analisi è che connettività globale e cybersecurity stanno diventando sempre meno separabili. L’AI richiede accesso costante a servizi cloud, dati e applicazioni distribuite, mentre le aziende devono rispettare normative differenti e mantenere sotto controllo la circolazione delle informazioni. In questo scenario, un approccio frammentato rischia di diventare sempre più difficile da sostenere. Testo incollato

Secondo voi il SASE diventerà una componente indispensabile per le aziende che adotteranno sempre più servizi di intelligenza artificiale oppure resterà una soluzione destinata soprattutto alle grandi multinazionali?

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