Veeam Software ha annunciato di essere stata posizionata tra i Leader nel primo Gartner Magic Quadrant dedicato alla Privacy UX, una nuova valutazione del mercato basata su criteri relativi alla completezza della visione strategica e alla capacità di esecuzione. Il riconoscimento arriva in una fase in cui la gestione della privacy sta diventando sempre più complessa, soprattutto negli ambienti ibridi e multicloud dove dati personali, copie di backup, identità e applicazioni AI devono essere governati in maniera coerente.
Privacy UX significa governare i dati lungo tutto il loro ciclo di vita
Secondo l’impostazione descritta da Veeam, la Privacy UX deve permettere alle organizzazioni di comprendere dove si trovano i dati personali, chi può accedervi e come vengono utilizzati. L’obiettivo è applicare in modo coerente consenso, preferenze e diritti degli interessati sia negli ambienti di produzione sia nelle copie di backup, riducendo il rischio che informazioni non più utilizzabili vengano recuperate o reintrodotte dopo un incidente.
Produzione e backup devono essere gestiti insieme
Uno degli aspetti centrali riguarda proprio le copie di sicurezza. I dati personali possono rimanere presenti nei backup molto più a lungo rispetto ai sistemi di produzione, creando un problema quando devono essere applicate modifiche, cancellazioni o limitazioni imposte dalle policy privacy. Veeam punta quindi a estendere classificazione e controllo anche a queste copie, evitando che il backup diventi un’area separata dalla governance complessiva dei dati.
Un unico livello di fiducia tra dati, identità e accessi
La strategia Veeam punta alla creazione di un trust layer capace di collegare dati, identità e accessi. Sicurezza dei dati, governance, privacy, conformità normativa e resilienza vengono quindi considerate parti dello stesso sistema, con l’obiettivo di migliorare controllo, tracciabilità e capacità di ripristino.
La privacy deve poter essere dimostrata
Anand Eswaran, CEO di Veeam, sottolinea come non sia sufficiente dichiarare di proteggere i dati: le organizzazioni devono poter dimostrare in modo verificabile quali informazioni possiedono, come vengono utilizzate e quali policy vengono applicate. Questo diventa particolarmente importante durante audit e verifiche da parte delle autorità di controllo.
L’acquisizione di Securiti AI ha accelerato la strategia
Il riconoscimento arriva dopo una fase di forte espansione delle funzionalità Veeam dedicate alla privacy. Tra i passaggi principali viene indicata l’acquisizione di Securiti AI nel dicembre 2025, seguita dallo sviluppo della DataAI Command Platform, con cui l’azienda punta a trasformare la privacy da semplice attività di conformità in una funzione operativa estesa a tutte le copie dei dati.
DataAI Privacy applica automaticamente le policy
Tra le tecnologie presentate figura DataAI Privacy, progettata per applicare automaticamente le regole sulla privacy direttamente alla fonte e in tempo reale, prendendo in considerazione utente e giurisdizione. Il sistema utilizza un People Data Graph per collegare informazioni personali strutturate e non strutturate distribuite negli ambienti ibridi e multicloud.
Un grafo per collegare informazioni sparse
Uno dei problemi più complessi nelle grandi organizzazioni è la frammentazione delle informazioni. Lo stesso individuo può essere presente in database, documenti, sistemi SaaS e copie di backup differenti. Il People Data Graph punta a ricostruire queste relazioni, fornendo una visione più unificata dei dati personali rispetto agli strumenti tradizionali basati su silos separati.
DataAI Command Graph estende il controllo ai backup
Attraverso DataAI Command Graph, Veeam applica funzioni di Data Security Posture Management e classificazione sia alle informazioni utilizzate nei sistemi attivi sia a quelle conservate nei backup. Questo approccio permette anche di identificare i dati più sensibili e assegnare loro priorità durante le operazioni di ripristino dopo un incidente.
Ripristinare i dati giusti diventa parte della privacy
La resilienza non consiste soltanto nel recuperare rapidamente tutto ciò che è stato perso. In alcuni scenari può essere altrettanto importante evitare di ripristinare informazioni che, per motivi normativi o legati alle policy aziendali, non dovrebbero più tornare operative. Privacy e disaster recovery diventano quindi elementi sempre più collegati.
DataAI Compliance copre oltre 100 framework
La piattaforma comprende anche DataAI Compliance, che secondo Veeam permette di collegare controlli ed evidenze a più di 100 framework normativi. Tra quelli citati figurano GDPR, DORA e AI Act dell’Unione Europea, con l’obiettivo di fornire ai team legali e privacy una documentazione tracciabile da utilizzare durante gli audit.
Meno raccolta manuale delle prove
Uno degli obiettivi è ridurre il lavoro necessario prima delle verifiche. Invece di cercare manualmente documenti e informazioni ogni volta che viene richiesto un audit, le organizzazioni possono mantenere evidenze già organizzate e collegate ai requisiti normativi pertinenti.
Privacy, sicurezza e resilienza convergono
La direzione indicata da Veeam mostra come la privacy stia diventando sempre meno una funzione isolata. Protezione dei dati, gestione degli accessi, governance, conformità e recupero dopo un incidente devono essere coordinati, soprattutto quando le stesse informazioni vengono replicate in ambienti cloud, sistemi aziendali e infrastrutture di backup.
Il primo Magic Quadrant dedicato alla Privacy UX
La valutazione rappresenta il primo Magic Quadrant Gartner specificamente dedicato alla Privacy UX. Come avviene negli altri report della società di ricerca, i fornitori vengono analizzati in base a parametri di capacità di esecuzione e completezza della visione e vengono posizionati nelle categorie Leader, Challenger, Visionari e Niche Players.
Il riconoscimento non equivale a una raccomandazione Gartner
Come specificato nel disclaimer associato alla ricerca, Gartner non promuove direttamente fornitori, prodotti o servizi presenti nei propri report e non raccomanda di scegliere esclusivamente le aziende collocate nelle posizioni più elevate. Il Magic Quadrant rappresenta quindi uno strumento di analisi del mercato e non una certificazione assoluta della superiorità di un singolo prodotto.
La privacy diventa un elemento operativo nell’era dell’AI
Con quantità sempre maggiori di dati utilizzate da applicazioni e modelli di intelligenza artificiale, conoscere posizione, accessi e utilizzo delle informazioni personali sta diventando una componente fondamentale della strategia IT. Il passaggio verso una gestione unificata di produzione, backup, identità e conformità mostra quanto privacy e resilienza siano ormai strettamente collegate.
Secondo voi le aziende stanno dedicando abbastanza attenzione ai dati personali conservati nei backup oppure la maggior parte delle strategie privacy continua a concentrarsi quasi esclusivamente sui sistemi di produzione?
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