Le PMI italiane registrano una delle crescite più rapide dell’Unione Europea

L’Italia emerge in particolare per il ritmo di adozione tra le piccole e medie imprese. Gli utenti attivi settimanali di ChatGPT Work o Codex sono aumentati di oltre dieci volte rispetto a maggio, facendo registrare al Paese il secondo tasso di crescita più rapido nell’Unione Europea. Il dato suggerisce un interesse crescente verso strumenti capaci non soltanto di assistere nella produzione di contenuti o nell’analisi, ma anche di supportare attività operative più complesse.

L’adozione resta però molto diversa tra i vari Paesi

La diffusione degli agenti IA non procede allo stesso ritmo in tutta Europa. Nel campione enterprise, la Lituania raggiunge l’85% dell’output generato attraverso agenti, seguita da Cipro con l’81% e dall’Ungheria con il 79%. L’Italia registra una quota del 65%, collocandosi al decimo posto in Europa. Le differenze mostrano come disponibilità degli strumenti, competenze interne e capacità di integrarli nei processi aziendali possano incidere profondamente sul livello effettivo di utilizzo.

Il divario cresce anche tra aziende avanzate e imprese medie

Secondo la ricerca, gli utenti che utilizzano più intensamente l’intelligenza artificiale generano oltre il 300% di output in più per utente rispetto alla media. Questo significa che il divario non riguarda soltanto i singoli Paesi, ma anche la capacità delle aziende di trasformare l’IA in uno strumento utilizzato quotidianamente e su larga scala. Le imprese che riescono a integrare gli agenti nei propri workflow stanno quindi aumentando rapidamente la distanza rispetto alle organizzazioni che li utilizzano soltanto in maniera occasionale.

L’Europa resta indietro rispetto al Nord America

Nonostante la crescita, l’Unione Europea conserva un ampio margine di sviluppo. Nel campione enterprise analizzato, le aziende europee rappresentano circa il 10% degli utenti che utilizzano maggiormente l’intelligenza artificiale, mentre il Nord America raggiunge il 65%. Sarah Friar, CFO di OpenAI, sottolinea come la diffusione degli agenti stia segnando l’ingresso dell’Europa in una nuova fase dell’IA, ma evidenzia anche la necessità di aumentare competenze, fiducia e accesso agli strumenti affinché un numero maggiore di imprese possa utilizzarli in maniera efficace.

Secondo voi gli agenti IA diventeranno rapidamente uno strumento quotidiano anche nelle PMI italiane oppure resteranno ancora per qualche tempo concentrati soprattutto nelle aziende più digitalizzate?

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