Call of Duty: Modern Warfare 4 riporta Infinity Ward al centro della serie con un capitolo costruito per chiudere il ciclo iniziato nel 2019 e, contemporaneamente, impostare una nuova direzione per il franchise. La campagna torna a puntare sul grande spettacolo cinematografico, il multiplayer recupera un’impostazione più fisica e leggibile e DMZ viene trasformata in una componente molto più profonda. Su PS5 il risultato è tecnicamente convincente, con supporto 4K, modalità ad alto frame rate, VRR, DualSense e un comparto audiovisivo capace ancora una volta di distinguersi nel panorama degli FPS.
Dopo alcuni capitoli accolti in maniera contrastante, Modern Warfare 4 aveva soprattutto bisogno di restituire identità alla serie. Infinity Ward sceglie di farlo senza stravolgere Call of Duty, ma recuperando ciò che aveva funzionato meglio nel reboot del 2019: armi pesanti e credibili, combattimenti immediati, grandi sequenze cinematografiche e una campagna realmente costruita come esperienza single player, invece che come semplice appendice dell’ecosistema online.
Le prime valutazioni della stampa confermano questa sensazione. La campagna ha ricevuto giudizi compresi prevalentemente tra 7 e 9, con particolare apprezzamento per ritmo, spettacolarità e alcune missioni più aperte, mentre le critiche si concentrano soprattutto sulla rigidità di diversi livelli e su alcune parti narrative meno riuscite. È un ritorno in forma evidente, anche se non completamente privo dei vecchi difetti della serie.
Storia
Modern Warfare 4 apre un nuovo fronte nella penisola coreana. La Corea del Nord lancia un’invasione su larga scala contro il Sud e il conflitto assume rapidamente dimensioni internazionali. Parallelamente, John Price vive ormai fuori dal sistema dopo gli eventi precedenti e porta avanti una guerra personale che finisce inevitabilmente per intrecciarsi con una minaccia molto più grande. La campagna conta 16 missioni e richiede mediamente tra le sei e le sette ore, qualcosa in più esplorando e affrontando le difficoltà superiori. Il ritmo rimane quello tipico di Call of Duty: assalti urbani, operazioni notturne, inseguimenti, combattimenti ravvicinati e grandi scenari bellici vengono alternati con notevole continuità. Una delle sorprese migliori arriva quando la struttura lineare lascia spazio a sezioni più aperte, in particolare nella missione Stranded, che introduce elementi vicini alla filosofia di DMZ e concede maggiore libertà nell’ordine con cui affrontare gli obiettivi.
Narrativamente il tono è più cupo e meno leggero di molti episodi recenti. Il gioco prova a mostrare il conflitto da prospettive differenti e inserisce alcune situazioni moralmente scomode senza interrompere il ritmo da blockbuster. Non tutto funziona allo stesso livello: il percorso legato a Price perde parte della propria forza nelle fasi finali e alcuni personaggi avrebbero meritato maggiore spazio. Nel complesso, però, la campagna riesce a dare una conclusione soddisfacente a molte delle linee narrative accumulate negli ultimi anni.
Gameplay
Modern Warfare 4 modifica il movimento senza trasformarlo nell’ennesima rincorsa alla velocità estrema. Infinity Ward torna a un’impostazione più grounded, ma introduce nuove possibilità come Mantle Slide, Mantle Momentum, controllo durante il superamento degli ostacoli e Supine Slide. Corsa, scivolata, arrampicata e passaggio a terra possono essere concatenati con maggiore naturalezza, rendendo il movimento veloce senza perdere completamente la sensazione di peso del personaggio.
Anche il gunplay beneficia di un lavoro molto evidente. Le armi hanno maggiore presenza, rinculo e animazioni sono più leggibili e il bloom dell’hip fire viene eliminato a favore di una traiettoria maggiormente collegata alla reale direzione dell’arma. La visibilità durante il fuoco è stata curata con sistemi che impediscono a fumo, profondità di campo ed effetti della bocca da fuoco di coprire eccessivamente il bersaglio. Il risultato è un combattimento rapido, preciso e particolarmente soddisfacente con il controller. Il multiplayer arriva inoltre con una quantità di contenuti considerevole: 20 mappe complessive al lancio, di cui 12 dedicate al tradizionale 6 contro 6, tre Ground War, quattro Gunfight e Kill Block, oltre a più di una dozzina di modalità, 33 armi e 33 operatori. Kill Block rappresenta una delle idee più interessanti grazie a una struttura modulare che modifica la composizione dell’arena, mentre Combat Outpost porta gli scontri verso una scala decisamente maggiore.
Il bilanciamento delle armi è stato rivisto dopo la beta e il time-to-kill è stato corretto seguendo il feedback dei giocatori. Il sistema degli accessori condivisi riduce inoltre parte della ripetizione necessaria per sbloccare componenti simili su armi differenti, mentre il ritorno del Weapon Prestige offre un percorso aggiuntivo a chi vuole investire molto tempo sul proprio arsenale.
DMZ completa l’offerta con una modalità extraction decisamente più strutturata rispetto al primo esperimento visto in Modern Warfare II. Hajin diventa una grande zona PvPvE nella quale missioni, equipaggiamento, operatori e progressione della base creano un ciclo più vicino a un vero extraction shooter, ma senza la durezza estrema dei rappresentanti più punitivi del genere. È probabilmente la modalità con il maggiore potenziale sul lungo periodo.
Aspetto Tecnico
Su PlayStation 5 Modern Warfare 4 conferma ancora una volta quanto il motore di Infinity Ward riesca a combinare spettacolarità e fluidità. La versione PS5 supporta una presentazione in 4K, audio 3D, grilletti adattivi e feedback aptico del DualSense. La resistenza variabile dei grilletti contribuisce a differenziare le armi, mentre vibrazioni ed effetti aptici accompagnano esplosioni, movimento e rinculo senza diventare eccessivamente invasivi.
La modalità a 60 Hz rimane la scelta più equilibrata per la campagna: il frame rate è molto stabile nella maggior parte delle sequenze e permette di mantenere una resa visiva particolarmente pulita anche negli scenari più complessi, tra illuminazione volumetrica, particellari, fumo, distruzione ambientale e numerosi personaggi sullo schermo. La qualità di materiali e armi resta uno degli elementi più impressionanti, soprattutto nei combattimenti ravvicinati e nelle sequenze notturne. Per il multiplayer diventa invece particolarmente interessante la modalità ad alto frame rate. PS5 supporta HFR a 120 Hz e VRR, pensati per privilegiare risposta dei comandi e fluidità. I 120 fps non devono però essere considerati completamente bloccati in ogni situazione: nelle scene più pesanti possono verificarsi oscillazioni e piccoli cali, ma su un televisore o monitor compatibile con VRR questi passaggi risultano molto meno evidenti. La maggiore fluidità è particolarmente utile negli scontri competitivi e rende più immediati mira, rotazioni rapide e movimento.
Su PS5 Pro il margine cresce ulteriormente grazie al PSSR aggiornato e a impostazioni visive superiori sia a 60 sia a 120 Hz; con VRR e uscita 120 Hz attivi è disponibile anche un frame rate sbloccato. È un vantaggio soprattutto sui display moderni ad alto refresh, ma la versione PS5 standard rimane già molto convincente e non dà la sensazione di essere stata trattata come una piattaforma secondaria.
L’impatto grafico è notevole soprattutto nell’illuminazione e nella densità degli ambienti. Seoul, New York, Parigi e gli altri scenari alternano interni molto dettagliati ad aree urbane ricche di effetti atmosferici e distruzione. Anche il sonoro mantiene standard altissimi: colpi secchi, esplosioni, riverberi negli edifici e direzionalità dell’audio contribuiscono alla leggibilità degli scontri oltre che allo spettacolo.
Il quadro tecnico al lancio non è comunque completamente immacolato. Infinity Ward ha già corretto un blocco della progressione nella campagna, crash dei server multiplayer, problemi visivi, instabilità di DMZ, pop-in delle ombre e diversi errori legati all’interfaccia e alla progressione. La pagina ufficiale dei problemi noti continua inoltre a segnalare qualche anomalia nella progressione di DMZ. Non si tratta di problemi tali da compromettere globalmente l’esperienza su PS5, ma confermano che un titolo di queste dimensioni necessita ancora di rifiniture dopo il day one.
Esperienza Complessiva
Modern Warfare 4 è probabilmente il Call of Duty più completo degli ultimi anni perché le sue tre componenti principali non sembrano semplicemente convivere nello stesso pacchetto, ma riescono finalmente a sostenersi a vicenda. La campagna recupera il grande spettacolo cinematografico, il multiplayer perfeziona movimento e gunplay senza trasformarli in qualcosa di irriconoscibile e DMZ offre quella profondità che mancava alla prima incarnazione della modalità.
La campagna rimane però molto guidata. Dopo aver assaggiato la maggiore libertà di Stranded, tornare a missioni che possono terminare semplicemente per essersi allontanati troppo dalla direzione prevista risulta particolarmente evidente. È uno dei limiti sottolineati anche da GamesRadar: Modern Warfare 4 è spesso spettacolare proprio perché controlla attentamente ciò che il giocatore deve vedere, ma questa filosofia può trasformarsi in una gabbia quando si prova a deviare dal percorso stabilito. Sul fronte online la base appare invece molto più convincente. La sensazione delle armi è eccellente, il movimento trova un buon equilibrio tra velocità e peso e la quantità di mappe e modalità offre parecchio materiale già dal lancio. DMZ, soprattutto, potrebbe essere il vero elemento capace di mantenere il gioco vivo nel lungo periodo, a condizione che Infinity Ward continui a supportarlo e a risolvere rapidamente i problemi di progressione e stabilità.
Conclusioni
Call of Duty: Modern Warfare 4 rappresenta un ritorno in forma importante per Infinity Ward e uno dei capitoli più equilibrati dell’attuale generazione della serie. La campagna è breve ma intensa, spettacolare e capace di alternare grandi sequenze cinematografiche a qualche interessante apertura strutturale, anche se continua a soffrire di una rigidità eccessiva quando il giocatore prova ad allontanarsi dal percorso previsto. Il multiplayer offre armi eccellenti, movimento più naturale, numerosi contenuti e una componente tecnica molto solida su PS5, mentre DMZ torna profondamente rinnovata e finalmente abbastanza ricca da poter competere come vera terza colonna del pacchetto. Dal punto di vista audiovisivo resta uno degli FPS più impressionanti disponibili sulla console Sony, con una modalità a 60 Hz convincente e una soluzione a 120 Hz particolarmente interessante per il competitivo, soprattutto con VRR. Qualche bug e problema di progressione impediscono al lancio di essere completamente impeccabile, così come alcuni passaggi narrativi meno incisivi limitano una campagna che in altri momenti raggiunge livelli molto alti. Nel complesso, però, Modern Warfare 4 restituisce alla serie una direzione più convincente e offre abbastanza qualità e contenuti da giustificare pienamente il ritorno sul campo di battaglia.
Modern Warfare 4 è il ritorno di Call of Duty che stavate aspettando oppure preferite ancora l’impostazione dei capitoli classici della serie?
Pro
- Campagna intensa e tra le migliori dell’era Modern Warfare moderna
- Gunplay estremamente preciso e soddisfacente
- Movimento più naturale senza perdere velocità
- Ottimo comparto grafico e sonoro su PS5
- Modalità 60 Hz molto solida
- Supporto 120 Hz e VRR per il multiplayer competitivo
- Grande quantità di mappe e modalità al lancio
- DMZ profondamente migliorata e molto promettente
- DualSense sfruttato bene tra grilletti adattivi e feedback aptico
Contro
- Campagna ancora troppo rigida in diverse missioni
- Durata della storia principale contenuta
- Alcune linee narrative risultano meno incisive di altre
- I 120 fps non sono sempre perfettamente stabili nelle situazioni più pesanti
- DMZ presenta ancora qualche problema di progressione
- Diversi bug hanno richiesto correzioni già prima del lancio definitivo